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EMDR & PCAR Una complementarietà vincente
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Ciò che rende complementari i due approcci terapeutici, è che entrambi si pongono l’obiettivo di recuperare la naturale capacità dell’organismo di adattarsi in maniera positiva e propositiva all’ambiente. L’EMDR e la PCAR, pur differenziandosi notevolmente nell’approccio e nei protocolli terapeutici, hanno come base il modello AIP (Adaptive Information Processing) che prevede il ristabilire la naturale capacità dell’organismo di rielaborare l’informazione in termini positivi. Sia l’EMDR sia la PCAR considerano l’individuo nella sua globalità psicofisica. Si pongono l’obiettivo di liberare l’individuo dai disturbi e dagli imbrogli valutativi conseguenti i ripetuti vissuti traumatici e/o repressivi a cui il paziente si è trovato ad esperire e che, non essendo stati rielaborati correttamente, rimangono ancora attivi nel presente. I due approcci terapeutici sono complementari ma non alternativi tra loro. La specificità di ognuno ha la sua area d’intervento e non sostituisce l’altro ma s’integrano positivamente a vicenda. Sta allo psicoterapeuta scegliere inizialmente e/o durante il trattamento a quale approccio fare riferimento, valutando il momento e le necessità del paziente. L’EMDR è un approccio terapeutico complesso molto elaborato, in un protocollo diviso in otto fasi, ora diffuso in tutto il mondo, creato negli Stati Uniti d’America da Francine Shapiro nel 1987 e introdotto in Italia nel ’99 da Isabel Fernandez. Quest’approccio terapeutico si basa sul ripristino della capacità innata di elaborazione del nostro cervello che permette di rielaborare in termini positivi le informazioni. È particolarmente indicato per ciò che riguarda lo stress e i traumi, spesso responsabili dei disturbi d’ansia, di depressione e della maggior parte delle patologie psichiche. Una volta individuato il ricordo di un trauma, grande o piccolo che sia, ma che mantiene tuttora la capacità di creare disturbo, il terapeuta chiede al paziente di concentrarsi su questo ricordo e su tutte le emozioni e sensazioni fisiche che prova ora. Successivamente, al paziente viene richiesto di seguire con gli occhi il movimento delle dita del terapeuta, oppure il terapeuta interviene stimolando il paziente alternativamente a destra e a sinistra del corpo, tramite dei tamburellamenti sulle mani o con dei suoni in cuffia. Tramite la stimolazione bilaterale, si attiva il coinvolgimento delle funzioni di entrambi gli emisferi cerebrali sul ricordo e su tutte le emozioni e sensazioni presenti e avviene la rielaborazione. Questo procedimento è usato sia per eventi più o meno traumatici che riguardano il passato, ma che sono tuttora presenti con la loro influenza, sia per problemi che riguardano il presente e sia per preparare il paziente ad affrontare serenamente il futuro. Per approfondimenti visita il Sito ufficiale: www.emdr.it Lo psicoterapeuta PCAR agisce direttamente sul corpo con una particolare manipolazione della muscolatura e delle aree riflesse, con concentrazioni in zone corporee specifiche, con lo scopo di rimuovere le alterazioni che il cervello ha attuato nel tempo a livello corporeo nel tentare di adattarsi alle situazioni vissute.  Lo scopo principale della manipolazione è quello di rendere liberi ed efficienti i vari recettori dell’organismo permettendo al cervello di leggere le informazioni nuovamente in modo corretto senza distorsioni e ripristinare la rielaborazione positiva del proprio vissuto. Durante la manipolazione corporea affiorano spesso sensazioni, profonde emozioni, ricordi di ogni tipo rivissuti dal paziente a volte con molta intensità. La possibilità di rapportare quanto emerso, con la regione corporea trattata in quel momento, permette al terapeuta e al paziente di dedurne i collegamenti psicofisici sottostanti. L’impiego dell’EMDR sul materiale emerso permette al paziente di raggiungere una completa rielaborazione in termini adattivi positivi del proprio vissuto traumatico.  In modo analogo, partendo da un trattamento con EMDR, qualora siano presenti tensioni o sensazioni corporee che non cedono al trattamento, oppure che risulti evidente un’alterazione dell’organizzazione psicofisica molto importante, può essere utile intervenire con il trattamento della PCAR per poi tornare a usare l’EMDR.
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EMDR & PCAR Una complementarietà vincente
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